ARTE: dal dopoguerra al ’68, dall’astrattismo alle avanguardie. “Astrazione Siciliana” alle FAM

by Carmela Grasso
Agrigento

AGRIGENTO, 16 marzo 2010 – Dal secondo dopoguerra fino all’esordio della rivoluzione studentesca del ’68 che pure non ha mai coinvolto la Sicilia. “Astrazione Siciliana. 1945/1968” è appunto il titolo della mostra-evento 2010 delle FAM, la Galleria d’Arte Moderna delle Fabbriche Chiaramontane guidata dall’Associazione “Amici della Pittura Siciliana dell’Ottocento”. Il curatore di “Astrazione Siciliana”, dal 28 marzo al 18 luglio, è Marco Meneguzzo. Sarà un’occasione irripetibile per posare la lente di ingrandimento su certa produzione artistica siciliana in un periodo di grandi migrazioni culturali. “Una mostra – spiega Meneguzzo, docente all’Accademia di Brera a Milano – che vuole piuttosto testimoniare il milieu interno ed intrinseco alla Sicilia: accanto ad autori ampiamente riconosciuti quali Accardi, Consagra, D’alessandro, Sanfilippo, Scarpitta, e poi Cappello, Simeti, Panseca, Marchegiani, Franchina e Pinelli esistono molti altri artisti – e un mondo dell’arte attivo e sotterraneo, attento e dimenticato allo stesso tempo – che per mille motivi diversi hanno deciso di operare nell’isola e dall’isola. Alla “scoperta” e alla disamina di questa attività e di queste personalità è indirizzata soprattutto la mostra, convinti che le sorprese, venate talvolta di eccentricità insospettabili, vengano dalla riscoperta del poco noto, o dimenticato, piuttosto che dall’esaltazione di ciò che è già famoso”.

Oltre ottanta le opere in mostra selezionate da collezioni private di tutta Italia e per la prima volta riunite per questo studio. “Cercheremo – spiega Antonino Pusateri, presidente dell’associazione Amici della Pittura Siciliana dell’Ottocento – di far luce sul contributo affatto trascurabile di quegli artisti siciliani che hanno scelto di restare in Sicilia in quel quarto di secolo estremamente critico per la società italiana e siciliana in particolare. L’analisi avviata da Meneguzzo rischia di risultare sorprendente: gli artisti a vario titolo interessati all’astrazione furono moltissimi, e gli oltre trenta scelti e presentati in mostra aprono scenari e riflessioni molto più profondi di quanto potessimo immaginare”. Alle FAM di Agrigento, dunque – raffinato spazio espositivo ricavato da un complesso monumentale d’epoca chiaramontana – un viaggio lungo venticinque anni nel secolo più veloce che l’uomo ricordi: dalle astrazioni alle avanguardie con, in sottofondo la domanda che Meneguzzo rivolge al pubblico degli appassionati e degli addetti ai lavori: era ancora la Sicilia terra d’emigrazione culturale o riusciva a fornire ai suoi artisti un fertile terreno di dialogo e confronto entro cui, se non prosperare, almeno vivere?

L’indagine “Astrazione Siciliana” è raccolta nel ricco catalogo pubblicato da Silvana Editoriale: insieme al saggio di Meneguzzo anche quello dei critici Davide Lacagnina e Giuseppe Frazzetto. Domenica 28 marzo l’inaugurazione alle ore 18 a cui prenderanno parte moltissimi artisti protagonisti della mostra. E poi porte aperte fino al 18  luglio – l’ingresso è gratuito – per tutti coloro che, giunti ad Agrigento, sono alla ricerca di quegli spazi culturali che le Fabbriche Chiaramontane sono riuscite conquistare e a offrire a certo pubblico sempre pronto a nuovi stimoli intellettuali. “Astrazione Siciliana” è organizzata con il sostegno economico della Provincia Regionale di Agrigento e di Banca Nuova e con il patrocinio dell’Assessorato Regionale ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana, del Comune e di Confindustria Agrigento.

L’opera del manifesto è “Composizione”, tempera su carta di Carla Accardi (1953).