ARTE: “Io e il mio amico Guccione”, Giuseppe Colombo, racconta il maestro di Scicli

by Carmela Grasso

Un breve video, diretto da Nunzio Massimo Nifosì e prodotto da Melamedia, è il contributo-extra al docufilm in onda oggi su Rai 5

Quelle tavolozze di carta con gli azzurri: “Me le portavo a studio, volevo capire come faceva il cielo”, ricorda Colombo

ROMA, 8 maggio 2020 – E’ diretto da Nunzio Massimo Nifosì il breve video “Giuseppe Colombo, io e il mio amico Piero Guccione”, un contributo-extra del docufilm “Piero Guccione” dedicato al maestro di Scicli scomparso nell’ottobre 2018 e realizzato da Nifosì nel 2012.

Il video, co-prodotto dall’agenzia Melamedia e realizzato nelle ultime settimane, idealmente introduce il docufilm “Piero Guccione” che sempre oggi, venerdì 8 maggio, sarà trasmesso da Rai 5 alle ore 21.15. Il film farà un nuovo passaggio sul grande schermo in autunno, nelle sale cinematografiche di tutta Italia, per poi essere distribuito in DVD.

Protagonista della narrazione, e testimone di un rapporto straordinario sia sotto il profilo umano che professionale con Piero Guccione, è l’artista Giuseppe Colombo che nella video-intervista ripercorre le tappe dell’incontro con l’artista di Scicli, insuperabile maestro della luce. O meglio: “dell’ultima luce del giorno, prima dell’imbrunire”, come sottolinea nella sua testimonianza. Fra le esperienze indimenticabili che Colombo consegna alla raffinata regia di Nifosì, c’è anche quella della realizzazione degli affreschi per il Teatro Garibaldi di Modica dove, insieme al collega Piero Roccasalva, si trovò per qualche mese a lavorare gomito a gomito con Guccione che li scelse entrambi per portare a termine il lavoro. “Mi chiedeva il permesso per cambiare alcune cose: e questo è segno di grande umiltà. Ricordo che la sera – confessa Colombo – quando lui era già andato via, mi portavo a studio le sue tavolozze di carta con le prove di colore degli azzurri: volevo capire come faceva il cielo”. Arricchiscono la narrazione immagini d’archivio realizzate nel corso degli anni dai fotografi Gianni Mània e Luigi Nifosì, fra queste quelle dell’ultima mostra di Colombo a Modica, nel 2015, alla quale sia pur provato dalla malattia, prese parte anche il maestro di Scicli.

Il docufilm “Piero Guccione”, diretto nel 2012 da Nunzio Massimo Nifosì, è uno straordinario e delicatissimo racconto per immagini, silenzi e musica – accompagnati dal violoncello di Giovanni Sollima e da brani di Franco Battiato – attraverso i luoghi della Sicilia cari all’artista e alla sua arte: la campagna iblea, i candidi muretti a secco, i giganteschi e solitari carrubi, gli sconfinati azzurri di cielo e mare che il maestro da sempre cerca di catturare sulle sue tele. Il “magnifico paradosso” di cui parla lo storico e critico d’arte inglese Michael Peppiatt – una delle prestigiose testimonianze raccolte da Nifosì per il suo film – nel descrivere quel desiderio di Guccione, quasi ossessivo, di fissare sulla tela qualcosa di inafferrabile, come i colori del cielo e i riflessi del mare che, per loro stessa natura, sono in continuo movimento. Al suo debutto, nel 2012, la pellicola del filmaker siciliano è stata proiettata con successo al Festival Internazionale del Film di Roma, al Festival del Cinema Italiano di Madrid e alla Biennale Arte Venezia dove l’artista era presente per la sesta volta.

Ufficio Stampa Melamedia