MOSTRE: a Catania Antonio Recca con “Il silenzio del gesto” alla Galleria d’arte contemporanea [VIDEO]

by Carmela Grasso
Catania
14 Marzo 2026
12 Aprile 2026

Paesaggi trasfigurati e connessioni con la Natura. La poetica intima e onirica di un artista di grande rigore nella sua costante ricerca estetica. La pittura, dopo la moda e il design, per una contaminazione di generi trasversale e complementare. In programma laboratori di scrittura e creatività con la Libreria Prampolini, una performance con il musicista Kaballà e un reading di poesie

CATANIA, 5 marzo 2026 – Paesaggi trasfigurati e vibranti di suggestioni e connessioni con la Natura; un segno pittorico che si fa esperienza fisica, ascolto, meditazione.

Dal 14 marzo e fino al 12 aprile 2026 la Galleria d’Arte Moderna (GAM) di Catania ospita la mostra di Antonio ReccaIl silenzio del gesto. Nel punto esatto in cui mi perdo comincio a sentire, a cura di Giacomo Fanale, in co-organizzazione col Comune di Catania. Visite dal martedì alla domenica, 10-13 e 17-20. Ingresso libero. Centinaia i visitatori nella serata inaugurale [VIDEO QUI].

In mostra sono cinquanta paesaggi, dal 2009 ad oggi, riletti dal “gesto” pittorico di Recca, artista di grande rigore nella sua continua ricerca estetica, che per anni ha vissuto e lavorato a Milano e all’estero spaziando dall’arte, alla moda, al design: una contaminazione di generi e linguaggi espressivi dei quali Recca coglie la trasversalità e la complementarità. Nelle opere della retrospettiva in programma a Catania “Il silenzio del gesto” la materia si stratifica e si assottiglia: la luce diventa principio poetico fino a trasformare l’astrazione in una geografia interiore dove emerge – onirica e rarefatta – la bellezza di ambienti naturali e non antropizzati che diventano paesaggi esemplari grazie alla lettura visionaria e intima dell’artista etneo.

Per il curatore, Giacomo Fanale, la ricerca di Recca si colloca dentro una traiettoria che dalle tensioni espressioniste approda a una dimensione più lirica e luminosa: “il gesto si attenua, la densità del colore si rarefà e la pittura tende a una soglia percettiva in cui l’immagine non delimita, ma apre. Ne emerge un paesaggio mentale — reale quanto immaginato — fatto di frammenti, dissolvenze e sospensioni: non una rappresentazione del mondo, ma la possibilità di abitarlo dall’interno. L’eredità dei grandi maestri dell’espressionismo astratto – da Nolde a De Staël, – non è per Recca semplice citazione linguistica, ma strumento di indagine: la pittura come rivelazione dell’essere, come necessità di dare forma al tumulto del sentire. Nel tempo, la sua ricerca si sviluppa in un percorso che unisce istanza gestuale e riflessione sul colore come tramite e veicolo di luce. Questa tensione evolve in un linguaggio più meditativo, più silenzioso”.

Dei paesaggi di Antonio Recca ha scritto Ornella Fazzina, storica dell’arte e docente dell’Accademia di Belle Arti di Catania: “Richiamano territori fisici e interiori che ricreano luoghi di riflessione e di espressione di un processo di sintesi composto da pochi elementi visivi, dosati e calibrati nella loro portata sensibile”. Mentre Grazia Pulvirenti, germanista e docente dell’Università di Catania, parla di un “paesaggio vissuto nello spazio dell’anima (…) una misteriosa danza che, dall’interiorità, conduce a una reinvenzione della materia attraverso il recupero delle sue stratificazioni e delle sue rizomatiche ramificazioni”.

Alla mostra sono abbinati quattro appuntamenti, sempre gratuiti, con la scrittura e la creatività, la musica live e la poesia. Sabato 21 marzo (ore 16) con Libreria Prampolini workshop di scrittura introspettiva per adulti con l’autrice Erica Donzella, mentre l’indomani, alle 11) laboratorio creativo per bambini con Laura La Rosa; domenica 29 (ore 18-20) performance del musicista e cantautore Kaballà: con il liuto cantabile di Mauro Palmas. Lunedì 30 marzo reading di poesia alle ore 18.30: brani di Maria Attanasio, Sebastiano Burgaretta, Pietro Cagni, Enzo Cannizzo, Miguel Ángel Cuevas, Iolanda Cuscunà e Giulio Di Dio, letture di Giovanni Miraglia e dello stesso Recca.

. Visite dal martedì alla domenica, 10-13 e 17-20. Ingresso libero.

Completa il progetto espositivo, curato da 2LAB Studio, un prezioso volume che raccoglie le opere degli ultimi venti anni dell’autore: non un libro, non un catalogo, ma un raffinatissimo strumento narrativo e sensoriale della poetica di Antonio Recca. Lo compongono una sequenza di immagini senza didascalie, interrotte da pause e cambi di ritmo, fino al testo di chiusura dell’artista. Testo critico del curatore Giacomo Fanale, progetto grafico di Carmelo Stompo (edizioni 2LAB Publish).

Il progetto editoriale del volume “Il silenzio del gesto”

La sovracoperta introduce un primo livello di lettura — un filtro, una soglia — e il momento in cui viene rimossa diventa parte dell’esperienza: si scopre una copertina più minimale, “nuda”, come se il libro chiedesse al lettore di attraversarlo senza appigli, affidandosi solo a materia, ritmo e silenzio. Il progetto prevede 12 sovracoperte, concepite come frammenti unici che, insieme, compongono un’opera: ogni esemplare non è solo un libro, ma una piccola opera a sé. “In quel paesaggio non cerco di rappresentare: cerco di raggiungerlo”, scrive Recca, indicando il cuore del progetto: perdere l’orientamento per far emergere una forma di presenza più profonda.

CREDITI FOTOGRAFICI: i ritratti dell’artista sono del fotografo Renato Zacchia, citare l’autore